Facciata in pietra chiara della chiesa di San Vito Martire a Gergei, con portale ad arco acuto, rosone e campanile a destra sotto un cielo blu
Facciata in pietra chiara della chiesa di San Vito Martire a Gergei, con portale ad arco acuto, rosone e campanile a destra sotto un cielo blu — foto: Piantisergio · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Gergei è uno di quei paesi dell'interno sardo che non si attraversano per caso: bisogna volerci arrivare. Adagiato in una valle a circa 370 metri di quota, conta poco più di mille abitanti e vive ancora dei ritmi della campagna, fatti di cereali, olivi e pascoli. Le guide lo collocano al confine tra due regioni storiche, il Sarcidano e la Trexenta, e in effetti il paesaggio intorno racconta entrambe: a nord la muraglia basaltica della Giara di Serri e il Monte Trempu, a sud e a est colline fertili, a ovest il corso del Rio Mannu.

Se state cercando una base tranquilla per esplorare la Sardegna centrale, vi consigliamo di dedicare almeno una mezza giornata al paese stesso: le sue chiese e le sue tradizioni meritano più di uno sguardo distratto.

La parrocchiale di San Vito Martire

Il cuore del centro storico è la chiesa di San Vito Martire, la parrocchiale. È un edificio del Cinquecento in forme tardo-gotiche: la facciata in conci di pietra chiara ha un portale ad arco acuto sormontato da un rosone, e accanto si alza il campanile a canna quadrata. All'interno si conservano opere d'arte di pregio, tra cui un gruppo scultoreo con il Cristo morto, la Madonna e alcuni santi, e un retablo cinquecentesco.

San Vito è anche il patrono del paese: la sua festa cade il 15 giugno, nella stagione della mietitura, e si accompagna alla processione per le vie del centro. Per visitare l'interno fuori dagli orari delle funzioni conviene informarsi in parrocchia.

Santa Greca e le chiese di campagna

Fuori dall'abitato, nelle campagne, si trova la chiesa di Santa Greca, fondata nel 1328 e ristrutturata nel Cinquecento, anch'essa in forme tardo-gotiche. Ha una pianta a croce latina con navata unica, divisa in due campate da arcate a tutto sesto, e un transetto con due piccole cappelle alle estremità.

Santa Greca è anche il fulcro di una delle feste più sentite: si celebra ogni anno il 1° maggio ed è tradizionalmente legata al mondo dei pastori, con una gara di tosatura delle pecore. Sempre a maggio si festeggia San Salvatore, altra chiesa campestre del territorio, con musica, balli e canti della tradizione.

Un'altra storia curiosa riguarda Pietro Perra, nato a Gergei, entrato nell'ordine dei Mercedari con il nome di Pietro Nolasco e venerato dalla comunità: in suo onore, nel 1633, gli abitanti gli dedicarono una chiesa; in paese era invocato come Santu Impera.

Tracce nuragiche nel territorio

Come quasi ovunque nella Sardegna centrale, anche qui la storia comincia molto prima delle chiese. Il territorio di Gergei è stato abitato in età nuragica e romana: sono stati individuati un piccolo villaggio nuragico e tombe di epoca romana. Tra i monumenti più noti ci sono i nuraghi di Santu Perdu e di Santa Maria, che mostrano tracce di frequentazione dall'età nuragica fino al Medioevo. Non sono siti attrezzati come le grandi aree archeologiche: prima di avventurarvi chiedete in paese come raggiungerli e rispettate sempre le recinzioni dei terreni privati.

Il primo documento scritto che nomina Gergei risale al 1358; nel Medioevo il paese faceva parte del Giudicato di Cagliari, nella curatoria di Siurgus.

Il paese del buon olio

Gergei è conosciuto come il paese del buon olio. Qui si coltiva la varietà autoctona di olivo mallocria, e il comune fa parte dell'associazione nazionale Città dell'Olio. Tra le colline intorno al paese gli oliveti si alternano ai campi di cereali: in autunno, con la raccolta delle olive, la campagna si anima. Se vi interessa acquistare olio locale, chiedete in paese a chi produce direttamente.

Il presepe vivente e le feste dell'anno

Oltre alle feste di primavera e d'estate, Gergei è noto per il suo presepe vivente, che nel periodo natalizio trasforma le vie del centro storico, i portali e i cortili delle case antiche in una scenografia a cielo aperto. Date e programma cambiano di anno in anno: verificateli sui canali ufficiali del Comune prima di mettervi in viaggio.

I dintorni: un anello tra altopiani e laghi

Gergei confina con Barumini, Escolca, Gesturi, Isili, Mandas e Serri, e questo dice già molto sulle possibilità di escursione. Appena sopra il paese, sull'orlo della Giara di Serri, si trova il santuario nuragico di Santa Vittoria, uno dei luoghi di culto più importanti della Sardegna nuragica. Verso est, oltre Orroli e Nurri, si aprono i laghi artificiali del Mulargia e del Flumendosa e il grande Nuraghe Arrubiu; verso ovest la Marmilla con Barumini e la Giara di Gesturi.

Il consiglio è di muovervi con calma: le distanze sulla carta sono brevi, ma le strade dell'interno sono tortuose e il paesaggio invita a fermarsi spesso. Per un quadro aggiornato del territorio potete consultare la scheda ufficiale su sardegnaturismo.it.

In breve

  • Da non perdere: la facciata tardo-gotica di San Vito Martire e la campestre di Santa Greca.
  • Feste: Santa Greca il 1° maggio, San Salvatore a maggio, San Vito il 15 giugno, il presepe vivente a Natale.
  • Da assaggiare: l'olio extravergine da olive mallocria.

Dormire a Gergei

Case Vacanze in Sardegna offre due case indipendenti a Gergei, nel cuore del Sarcidano: La Pergola, nel centro storico, fino a sei ospiti, e Andrebike, con giardino e affreschi, fino a dieci. Cucina completa, aria condizionata, Wi-Fi e parcheggio gratuito.